I Certificati Recovery vengono strutturati con l’intento di supportare gli investitori che devono recuperare delle minusvalenze. L’aspetto fondamentale che li contraddistingue dalle altre strutture è dato dal fatto di essere emessi ad un valore inferiore al valore nominale, come avviene per uno Zero Coupon. Questa forma di emissione con prezzo a sconto può essere applicata a varie tipologie di certificati, ma le più comuni sono sicuramente quelle su strutture Bonus/Bonus Cap, Express e Cash Collect. Il rischio ovviamente è dato dal fatto che al momento dell’emissione la situazione dei sottostanti è già “deteriorata” essendo questi già sotto il livello di strike (poiché lo strike viene fissato artificiosamente ad un livello superiore); al contempo però questi certificati sono in grado di offrire un rendimento a scadenza anche se i sottostanti si trovano ad un livello inferiore a quello di strike, purché superiore al livello di fixing iniziale. Dal nostro punto di vista i certificati Recovery sono frutto di abili campagne di marketing che cercano di agire a livello psicologico su investitori che si trovano in situazioni di difficoltà: è ovvio che acquistare un Recovery con barriera 60% e fixing iniziale a -20% da strike è identico all’acquisto di un certificato “standard” con barriera al 75%.